Habitat legno EDIFICIO PER LA CONSERVAZIONE DEL VINO

E’ ben noto come un vino si possa meglio apprezzare se lo si sposa col cibo giusto. Fra le ultime esperienze, molto in voga è l’enoturismo che ai luoghi abbina vini e cibi. A questo binomio consolidato bisogna ormai aggiungere un altro elemento di persuasione percettiva che si può ascrivere alla tettonica dei luoghi, ovvero l’architettura della cantina, dello scrigno in cui avvengono le lavorazioni, la conservazione, la degustazione dell’atavico e prezioso prodotto.
Molte sono state le nuove cantine realizzate in quest’ultimo decennio, specie nel nostro Paese.
Spesso ottimamente progettate, funzionali e pluri-pubblicate sulle maggiori riviste di architettura. Il legno lamellare è l’assoluto protagonista delle coperture, a meno di costruzioni ipogee, proprio perché più facilmente avvolge i tempi della vinificazione, conservazione e vendita.

Il progetto delle cantine Protos in Spagna è del prestigioso studio Rogers Strik Harbour + Partners.
Ai piedi di una rupe rocciosa sulla quale erge un castello, sede del museo del vino sorgono le Cantine. Si tratta di un immobile di 20.000 m2, la maggior parte dei quali interrati. La vinificazione richiede un ambiente tranquillo e stabile, con temperatura costante tra i 14° e i 16°. Nell’architettura tradizionale, queste condizioni termiche vengono raggiunte senza utilizzo di sistemi di raffreddamento, mediante la collocazione dei locali a una profondità che può variare da due a ben trenta metri. I costi di tale progetto sono notevoli a causa dell’ampiezza della superficie da scavare, tuttavia il risparmio durante l’utilizzo e l’impatto minimo sull’ambiente compensano ampiamente questo investimento iniziale. La collocazione sotterranea dei locali dedicati alla vinificazione permette anche di collegare il nuovo edificio ella “bodega” preesistente mediante un tunnel.
Le cantine si articolano su di un lotto sghembo, di quasi 9.000 m2, assecondato da cinque volte, di uguale raggio di curvatura, ma di diversa profondità, che offrono una forte dinamismo morfemico, sottolineato dal distacco del manto di copertura dalla struttura portante. Questo gesto tecnico caratterizza l’intera copertura. Il distacco fra gli archi portanti di curvatura parabolica ed il manto a tutto sesto è stato ottenuto con forcelle metalliche che sorreggono le travi longitudinali.
Su queste travi sono adagiati gli barcarecci su cui è posto il manto, realizzato con un innovativo elemento strutturale. Il semplice accostamento dell’elemento strutturale (Stek di Habitat Legno), di soli 20cm di larghezza (quella di sue lamelle che imprigionano a sandwich il polistirene giocato su diverse altezze a seconda delle necessità di isolamento), permette di seguire il raggio di curvatura senza alcun problema. Inoltre la notevole rigidezza dell’elemento strutturale scelto e la sua autoportanza permettono di distanziare notevolmente gli appoggi col duplice vantaggio di economia di posa e risparmio di elementi secondari di orditura di sostegno. Ma soprattutto in questo caso, l’asciuttezza e semplicità costruttiva conferiscono pulizia formale all’intradosso voltato. Questa razionale, austera, semplicità è la cifra dell’intera costruzione.
Ad esempio il capitello metallico di interfaccia degli archi contrapposti mette insieme, con essenzialità, legno, acciaio e cemento armato.
Altra connotazione di rilievo è lo spazio che il piano fuori terra libera, consentendo facilità di movimentazione.non v’è dubbio che anche la forma parabolica degli archi portanti concorra a questa sensazione, poiché la parabola spinge verso l’alto ed amplia il volume. Sotto la parte aerea, interrata – come da tradizione – è la cantina vera e propria, dove sono collocatele piccole botti di rovere americano e i capaci contenitori di acciaio. Qui la temperatura e l’umidità non subiscono che minime escursioni, condizione necessaria per la conservazione del prezioso liquido. L’involucro è costruito da una facciata in vetro.
La soluzione trasparente è stata adottata, da una parte, per la necessità di permettere l’illuminazione naturale per la lavorazione dei grappoli e dall’altra per l’ultima fase della produzione, nella quale è importante rilevare la colorazione naturale del vino.
Per mantenere una temperatura costante e, al contempo, offrire protezione dal sole si è optato per un tetto ventilato con tegole che funziona come una facciata ventilante, nella quale si crea un flusso d’aria interno che elimina il calore e riduce l’afflusso del sole del 30%. A ciò si aggiunge il fatto che il tetto sporge sulla facciata fornendo una protezione ulteriore dai raggi solari.
Queste arcate sporgenti poggiano su svariate parabole formando così una struttura doppia, costituita da un arco esterno e da una parabola interna che converte la pressione orizzontale degli archi del tetto di ampie dimensioni in forze verticali e trasmette tutto il peso sulla grande struttura portante reticolare costituita da colonne prefabbricate in cemento.
L’edificio di Richard Rogers è riuscito a far riemergere il processo di vinificazione che precedentemente restava nascosto sottoterra. La soluzione adottata è di una semplicità tale da sembrare lo sviluppo logico dell’arte della vinificazione.


Habitat legno

HABITAT LEGNO S.P.A
Grandi strutture in legno lamellare
Sede sociale e amministrativa
25048 Edolo (Brescia) - Italia
Via G. Sora, n° 22
Tel: +39 0364-773511
Fax: +39 0364-72449
http://www.habitatlegno.it

cantine Protos

cantine Protos

cantine Protos

cantine Protos

cantine Protos

 

1. Propietario della cantina:
BODEGAS PROTOS
Calle Bodegas Protos, 24-28.
47300 Peñafiel (Valladolid, España)
Tel. (+34) 983 878011
Fax. (+34) 983 878012
www.bodegasprotos.com

2. Architetti progettisti:
Alonso, Balaguer
e Arquitectos Asociados
Rogers Stirk Harbour + Partners

Opera realizzata in legno lamellare
e copertura con prodotto Stek

Stek.

Mq coperti: 4.860
M3 di legno lamellare utilizzati: 341