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Hobas

NUOVO DEPURATORE
A TORBOLE CASAGLIA
La formula del project finance rende possibile la realizzazione di un’importante progetto di depurazione, dove le tubazioni HOBAS apportano un contributo di assoluto rilievo.

I comuni dell’asta del torrente Gandovere (Torbole Casaglia, Castel Mella, Castegnato, Monticelli Brusati, Ospitaletto, assirano, Rodengo Saiano, Roncadelle e Ome) avranno finalmente un efficiente sistema di depurazione, attraverso la realizzazione dell’impianto consortile a Torbole Casaglia (BS), opera attesa dalle comunità locali da oltre 15 anni.
L’impianto sarà realizzato per conto del comune capofila di Torbole Casaglia da Gandovere Depurazione, società costituita da Cogeme SpA (52%), multiutility con sede a Rovato (BS), Sideridraulic Sistem SpA (24%) con sede a Cellatica (BS) e il Consorzio Stabile Uniland Scarl (24%) con sede a Noci (BA) con fondi messi a disposizione direttamente dalla società Gandovere Depurazione con la formula del project finance, in cambio di una concessione trentennale del servizio.

IL PROGETTO
Il nuovo depuratore consortile del torrente Gandovere avrà una potenzialità di progetto di 93.000 abitanti equivalenti (a.e.) a servizio di nove comuni, consentendo la dismissione di 8 impianti di depurazione comunali obsoleti e mal funzionanti, contribuendo ad un significativo risanamento ambientale ed igienico sanitario del torrente Gandovere e del Fiume Mella. Il progetto prevede contestualmente la realizzazione di un sistema di collettamento fognario per una lunghezza di 24 km, articolati in una dorsale principale e 5 segmenti secondari.

TEMPI DI REALIZZAZIONE
I lavori sono iniziati a gennaio 2012 con quattro cantieri in simultanea e termineranno entro la fine del 2013 con l’avviamento funzionale dell’impianto. I lavori di posa dei collettori sono eseguiti, in qualità di subappaltatore, dall’ Impresa Edile Stradale Artifoni SpA, che ha più volte posato tubazioni in PRFV centrifugato prodotte dal gruppo Hobas, nell’ambito di rilevanti progetti. Cogeme SpA, in qualità di azionista di riferimento della società Gandovere Depurazione, si occupa invece della Direzione lavori nella persona del Direttore tecnico di AOB2, ing. Mauro Olivieri.


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Le operazioni di posa

IL DEPURATORE
Il progetto dell’impianto di depurazione è opera congiunta delle società. Consiste in un impianto di tipo tradizionale con processo di depurazione a fanghi attivi a basso carico ed è progettato su tre linee parallele, con predisposizione per futuri ampliamenti sino a 150.000 a.e. con la realizzazione delle linee 4 e 5.
I comparti principali della linea acque sono:
• comparto pretrattamenti (grigliatura fine, dissabbiatura e disoleatura)
• sedimentazione primaria
• comparto biologico (defosfatazione biologica, predenitrificazione, nitrificazione bistadio)
• sedimentazione finale
• trattamenti terziari (defosfatazione chimica, microfiltrazione finale, disinfezione con UV).

I comparti principali della linea fanghi sono:
• preispessimento statico
• digestione anaerobica di tipo mesofilo
• pre/post-ispessimento statico e dinamico
• disidratazione finale con centrifuga ad alto rendimento.

Le scelte progettuali adottate derivano da principi di carattere generale, quali la sicurezza dell’impianto e del personale addetto, l’affidabilità del processo e dei macchinari, la flessibilità operativa e la minimizzazione dell’impatto ambientale e dei costi di esercizio. La scelta di una tecnologia sviluppata per il trattamento terziario consentirà un’elevata qualità dell’effluente. Il processo di depurazione è infatti concepito per conseguire i limiti allo scarico previsti dal D. Lgs. 152/06 e quelli più restrittivi previsti nel Reg. Regionale n°03/06. Qualora si rendesse necessario, potranno essere conseguiti i limiti indicati nel D.M. 185/03 al fine di consentire che l’acqua depurata possa essere utilizzata per usi irrigui per un vasto territorio agricolo.

Per quanto concerne la minimizzazione degli impatti ambientali, il progetto prevede:
• attento studio delle piantumazioni arboree perimetrali per un adeguato inserimento visivo e creazione di una barriera naturale contro la propagazione di odori e rumori
• l’installazione di compressori insonorizzati, comunque collocati all’interno di locali chiusi
• l’utilizzo di sistemi di aerazione e miscelazione dei fanghi attivi capaci di minimizzare il movimento superficiale delle masse e lo sviluppo di aerosols
• la collocazione delle fasi di pretrattamento, pre-ispessimento e disidratazione meccanica dei fanghi all’interno di edifici chiusi
• la copertura dei manufatti di ispessimento dei fanghi di supero primari e dei fanghi digestati
• uno specifico trattamento di deodorizzazione dell’aria esausta aspirata dagli edifici e dai manufatti sopra citati.

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Movimentazione in cantiere semplice e sicura

IL COLLETTORE
Il progetto del sistema di collettamento è significativamente complesso per la lunghezza dello schema che prevede l’intercettazione di 8 depuratori comunali.

La scelta del tracciato, secondo regole ben consolidate, è stata fatta con i seguenti criteri:
• garantire il completo funzionamento a gravità della dorsale principale
• minimizzazione dei costi per gli spostamenti dei sottoservizi
• privilegiare i tratti su strada pubblica, preferibilmente non asfaltati (con costi di scavo e ripristino decisamente ridotti e minore possibilità di interferenza di sottoservizi)
• evitare, ove possibile, locali riduzioni di pendenza.

Il tracciato è costituito da una dorsale principale di 18 km dal depuratore di Ome-Monticelli in Franciacorta sino al nuovo impianto di Torbole Casaglia, nella pianura bresciana. Alla dorsale principale sono connessi 5 collettori secondari per ulteriori 6 km di sviluppo. Nel progetto ha avuto una componente significativa lo studio per la risoluzione delle interferenze. I 24 km del collettore interferiscono ed attraversano 8 corpi idrici principali di competenza della Regione Lombardia, 3 ferrovie, 2 autostrade, 8 strade provinciali, oltre ad interferenze con reti gas in alta pressione, ossigenodotti e reticolo irriguo. Inoltre si è dovuto prevedere la compatibilità con i progetti Bre.Be.Mi. e T.A.V. Le interferenze più complesse sono state risolte prevedendo l’utilizzo del microtunneling (9 in totale), anche in presenza di strade ad alta densità di traffico per le quali non è possibile la posa con scavo a cielo aperto. Lungo la dorsale, che si sviluppa da nord a sud seguendo il tracciato naturale del torrente Gandovere, il territorio interessato cambia natura, dalle colline di Monticelli Brusati e Ome, si attraversa il territorio di Rodengo Saiano, da cui inizia il tratto in pianura alluvionale e in residui morenici, sino ad arrivare alle risorgive di Torbole Casaglia. Si può rilevare che la parte collinare del territorio interessato ha una permeabilità complessiva medioalta. La pianura invece è caratterizzata da una elevata eterogeneità.
Una prima porzione attraversa terreni con materiali fini frammisti a una matrice ghiaiosa (testimoniata dalla presenza di parecchie cave di sabbia e ghiaia). Qui sono presenti anche aree a matrice nettamente sabbiosa. La parte più a Sud infine si caratterizza per la presenza di consistenti aree a forti contenuti di materiali più fini con sabbie e ghiaie ben classate al di sotto dei quali soggiace una falda in pressione copiosamente attinta dagli agricoltori sia con pozzi che attraverso l’antica tecnica dei fontanili. Nella zona di pianura alta-media la falda è situata a quote sempre molto basse con livelli che superano raramente i –15 m sotto il piano campagna. La falda risale progressivamente e regolarmente fino a raggiungere a Torbole Casaglia la cosiddetta Linea delle Risorgive. L’eterogeneità geologica ed idrogeologica del territorio è stato un fattore determinante per la scelta dei materiali per i collettori.

Nel complesso sono stati consultati i principali produttori di tubazioni per fognature, leader sul territorio europeo e nazionale, con studio e comparazione dei seguenti aspetti:

• inerzia chimica e resistenza all’abrasione
• scabrezza e spessori
• durabilità nel tempo
• resistenza strutturale
• resistenza a sovrappressioni e tenuta in presenza di falda
• caratteristiche giunzioni
• caratteristiche e modalità movimentazione di posa
• costi di fornitura
• costi di gestione.

Effettuata un’organica disamina delle varie offerte e caratteristiche proposte, per tutte le condotte di diametro pari o superiore a DN 700, posate anche in presenza di falda od in alveo, la scelta di progetto si è quindi orientata su tubazioni in PRFV centrifugato, prodotte dalla società Hobas.
Grazie ad un valore di Colebrook ≤ 0,01 queste tubazioni consentono di adottare valori di pendenza molto bassi, pur mantenendo pressoché nulla la formazione di sedimenti. Il liner interno inoltre garantisce una durabilità estremamente lunga anche in presenza di elementi fortemente abrasivi. Trattandosi d un materiale plastico, non è soggetto a corrosione galvanica anche in prossimità di linee elettriche o ferroviarie.

Particolare attenzione è stata riservata alle scelte progettuali per le tratte da posare in falda: in questo caso la scelta delle tubazioni in PRFV centrifugato è stata avvalorata dalla possibilità di disporre di giunti a labbro quadruplo che garantiscono la tenuta idraulica anche dall’esterno della condotta verso l’interno della stessa.

Per la modalità di ripristino delle sezioni di scavo si è tenuto conto della condizione meno favorevole (presenza di falda con livello variabile), prevedendo il massetto e rinfianco in ghiaetto, racchiuso da geotessuto filtrante per garantire da eventuali intasamenti di materiale fine, che potrebbero generare controspinte sulle tubazioni (effetto galleggiamento) in presenza di falda variabile.

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